“Assolutamente No!” La risposta che mi ha spezzato il cuore..

Ieri una mamma che seguo nel mio percorso di benessere materno MAMME AL CENTRO, durante la sessione introduttiva, alla mia domanda se si senta supportata da qualcuno nell’educazione dei suoi figli, mi ha risposto “assolutamente no”!

Alle mie domande seguenti per capire meglio quel “assolutamente” in realtà lei stessa mi dice che le persone intorno a lei che la potrebbero aiutare ci sono: ha un marito, una mamma disponibile e anche dei suoceri con cui ha buoni rapporti, e allora perché si sente “assolutamente” di non essere supportata? 

Ebbene, quando l’aiuto a rifletterci su, la risposta che si ritrova a darmi, (e che la porta a un pianto liberatorio dopo averla tirata fuori) è che: “NON chiedo mai aiuto a nessuno, perché il pensiero di doverlo fare mi fa sentire inadeguata e in difetto nei confronti della persona a cui devo chiederlo” 

Risultato? Mi racconta che questa modalità del dovercela fare sempre da sola, l’ha portata addirittura, quando suo figlio era più piccolo al ritrovarsi ad occuparsi da sola di lui nonostante una caviglia rotta e le stampelle per potersi muovere. 

Ecco, se in questo momento, leggendo la storia della mia Mamma al Centro, ti rivedi, perché magari, non proprio la stessa situazione, ma comunque la stessa dinamica la vivi anche tu, voglio condividere con te una riflessione che spero ti sarà utile per smettere di credere che chiedere aiuto sia sbagliato o sia sinonimo di debolezza.

Devi sapere, che il meccanismo dietro la difficoltà a chiedere aiuto non centra niente con la nostra capacità di gestire o meno i problemi, perché spoiler: alcune circostanze sono fuori dal nostro controllo (vedi il rompersi una caviglia).

 Il sapere chiedere aiuto dipende piuttosto da cosa hai vissuto finora nella tua vita rispetto all’essere aiutata:

-Nella tua vita, e in particolar modo quando eri piccola, chi c’era per te quando avevi bisogno di aiuto?

-e soprattutto quelle persone a cui tu bambina hai chiesto aiuto (i tuoi genitori, la tua maestra, il tuo allenatore di pallavolo ecc) si sono dimostrate affidabili nel supporto che poi ti hanno dato?

-e quel supporto che poi hai ricevuto era nella forma di cui tu avevi bisogno o è stato impacchettato nel “consiglio preconfezionato” o nella soluzione generica del “si fa così, perché tutti fanno così…” o “ma su dai, smettila di piangere, che tanto non è mica una cosa grave…”

Ecco, le esperienze vissute sinora e soprattutto nell’infanzia hanno una ripercussione molto forte sul tuo modo di analizzare e interpretare le cose, pertanto le tue esperienze pregresse creano le tue aspettative presenti e future, e le aspettative generano poi i tuoi comportamenti o la mancanza di comportamenti (come appunto non chiedere aiuto anche se in realtà ne hai un disperato bisogno).

Ma c’è una buona notizia: per quanto le esperienze passate ti abbiano segnata e su quelle ormai tu non possa più farci niente (se non lavorare per accettarlo magari in un percorso di psicoterapia), sul tuo presente e sul tuo futuro hai molto (non tutto eh) controllo e potere!

Per questo quello che voglio invitarti a fare per uscire da questa dinamica dolorosa e pericolosa del “devo farcela per forza da sola” che spoiler: non solo danneggia te, ma è potenzialmente rischiosa anche per chi ti sta intorno, ti invito ad un’azione concreta:

A.prova a pensare in questo momento qual è una cosa su cui avresti davvero tanto bisogno di ricevere aiuto.

B. Prova quindi ad individuare chi, può essere quella tua persona di fiducia a cui delegarla (il tuo patner, una tua amica, un collega fidato ecc) .

C. prova a scrivere la frase da dirgli/le per fare questa richiesta e poi leggila a voce alta.

D. se c’è qualcosa che ti blocca chiediti da quale convinzione che ti porti dietro da tempo arriva quel blocco? Perché altro spoiler: le convinzioni sono solo pensieri! non sono verità assolute! Quindi se indentifichi una convinzione limitante prova a vederla da un’altra prospettiva.

E. passa all’azione e chiedi davvero aiuto, potrebbe aiutarti in una prima fase scrivere una richiesta via messaggio e inviarla da cellulare, poi una volta allenata la competenza a chiedere, potresti passare a chiedere direttamente di persona 😉

Ti è stato utile questo articolo? Se ti va di rispondermi come è andata nel provarci puoi scrivermi a:

studiolacapriola@gmail.com

Vuoi far crescere la sicurezza di tuo figlio? Scegli la Psicomotricità!

Se stai pensando che la Psicomotricità sia uno sport come tanti altri o se credi che perché tuo figlio la fa già a scuola sia apposto così devi sapere che queste sono convinzioni errate! 

🔎Fermati un attimo e prenditi il tempo di leggere questo articolo ci troverai informazioni utili alla sicura crescita emotiva di tuo/a figlio/a! 

La psicomotricità è un’attività dove al bambino viene data la possibilità di conoscersi e di scoprire i propri limiti e le proprie risorse in uno spazio protetto e motivante, perché tutto questo viene fatto attraverso la modalità esplorativa per eccellenza nell’infanzia ovvero: il GIOCO! 

‼️E bada bene che non si tratta di “giocare tanto per giocare”, ma di attività dove a partire dall’interesse del bambino (es. costruire con i mattoncini), la psicomotricista veicola nel bambino, attraverso proposte e suggerimenti, modalità e opportunità di gioco che lo aiutino a confrontarsi con le sue fatiche! Imparando così ad affrontarle in un contesto che è protetto dalla mediazione della psicomotricista e al contempo divertente e sfidante grazie alla presenza di altri bambini.

🤸🏻‍♂️Quindi si: in psicomotricità lavoriamo sul miglioramento delle competenze motorie perchè saltiamo, corriamo, facciamo le capriole …

MA NO, la psicomotricità non è paragonabile ad uno sport perché qui lo sviluppo emotivo del bambino è tanto importante come obiettivo quanto lo è lo sviluppo di una buona motricità! 

E se la fa già a scuola?! Ecco la risposta più “banale”: in quanti sono in gruppo a scuola? Bene che ti vada i gruppi sono da minimo 8 bambini (ma nella realtà i gruppi vanno dai 12 ai 25 quando si lavora alla primaria) capirai quindi che già solo in termini numerici un lavoro in piccolo gruppo (a Studio La Capriola sono max 5 bambini con 1 Psicomotricista + una tirocinante) non può essere nemmeno equiparato in termini di cura e attenzione che c’è sul singolo bambino! 


Ma al di là dei numeri, la motivazione più importante per cui l’equazione psicomotricità a scuola = psicomotricità in studio è sbagliata è che a scuola l’obbiettivo è sul gruppo quindi ci sono degli obiettivi generici declinati sulle caratteristiche del gruppo e dell’età, mentre in un percorso in studio per ogni bambino viene fatta inizialmente una valutazione iniziale che consente di tracciare i bisogni specifici del singolo bambino, siano essi emotivi/motori/comunicativi/cognitivi ecc. ed è poi sulle caratteristiche del singolo bambino, e degli obiettivi di lavoro che vengono quindi stilati per lui, che si valuta in quale gruppo inserirlo! A Studio La Capriola il criterio per raggruppare i bambini quindi non è solamente l’età anagrafica ma principalmente i particolati bisogni evolutivi che quel particolare bambino sta manifestando in quel particolare momento di crescita!

Dunque, ricapitolando, se quest’anno vuoi davvero iniziare un’attività extrascolastica che si occupi di promuovere lo sviluppo globale del tuo bambino (dove per globale intendo emotivo, motorio, cognitivo ecc) a Studio La Capriola da settembre vi aspettiamo a braccia aperte! ☺️

Il nostro modus operandi: prima di ogni inserimento in gruppo verrete accolti come famiglia in un colloquio conoscitivo dalla dott.ssa Marina Pavesi titolare dello studio e pedagogista, psicomotricista e parent coach, che sulla base dei bisogni riportati dai genitori si occuperà del supporto pedagogico per gli adulti della famiglia e della valutazione psicomotoria del piccolo. Dopo questo primo momento valutativo la dottoressa condividerà coi genitori gli obiettivi della presa in carico e insieme si valuterà come proseguire.

La dott.ssa Marina Pavesi si occupa di benessere infantile e di psicomotricità da oltre 15 anni, è autrice pubblicata su importante riviste scientifiche italiane e docente a contratto presso l’Università degli Studi di Verona dove insegna Tirocinio Indiretto per l’Infanzia alla triennale in Scienze dell’educazione e Pedagogia Speciale alla magistrale in Psicologia per la Formazione.

Tra le sue pubblicazioni:

Pavesi, M. (2022), Psicomotricità e Disturbi Specifici dell’Apprendimento. Il bambino oltre il disturbo. in «Orientamenti pedagogici», Volume 69, n.2 (388), aprile-maggio-giugno 2022, Trento, Erickson.

Pavesi, M. (2022), Emozioni e apprendimenti scolastici. L’apporto della psicomotricità nello sviluppo dell’intelligenza emotiva. in «La Psicomotricità. Nelle diverse età della vita», volume 4 n. 1, marzo 2022, Trento, Erickson.

Per avere maggiori info o riservare il vostro posto:

studiolacapriola@gmail.com

Preparare emotivamente i bambini alla scuola primaria: il contributo della psicomotricità

Oltre i prerequisiti scolastici: l’importanza dell’intelligenza emotiva

Il passaggio alla scuola primaria rappresenta una tappa fondamentale nella vita di ogni bambino. È un momento ricco di emozioni, aspettative e talvolta preoccupazioni, non solo per i piccoli ma anche per i genitori che li accompagnano in questo importante cammino.

Spesso, quando pensiamo alla “preparazione” alla scuola primaria, la nostra attenzione si concentra principalmente sulle competenze cognitive e sulle abilità strumentali: saper scrivere il proprio nome, riconoscere lettere e numeri, tenere correttamente una matita. Questi sono certamente aspetti importanti, ma rappresentano solo una parte di ciò che realmente serve ai bambini per affrontare con serenità questo passaggio.

La ricerca scientifica evidenzia come l’intelligenza emotiva e le competenze relazionali siano predittori significativi del successo scolastico, tanto quanto – se non più delle – abilità cognitive. Un bambino emotivamente preparato possiede risorse preziose per affrontare le sfide quotidiane, gestire la frustrazione, relazionarsi positivamente con compagni e insegnanti, e mantenere la motivazione anche di fronte alle difficoltà.

Lo zaino emotivo: un bagaglio prezioso per la scuola primaria

Presso il nostro Studio La Capriola, abbiamo sviluppato un approccio integrato che considera il bambino nella sua globalità, andando oltre il “disturbo” o la difficoltà specifica per valorizzare tutte le sue potenzialità.

Il nostro percorso di preparazione alla scuola primaria inizia con una valutazione attenta e completa del bambino. Questo primo passo è essenziale per conoscere le sue caratteristiche individuali, i suoi punti di forza e le aree che necessitano di maggiore supporto. Sulla base di questa valutazione, offriamo indicazioni pedagogiche personalizzate ai genitori e progettiamo interventi mirati in piccoli gruppi.

Nel nostro lavoro psicomotorio, ci occupiamo di:

  • Sviluppare le abilità grafomotorie: attraverso attività ludiche che preparano alla scrittura, migliorando la coordinazione oculo-manuale, la precisione del gesto e la corretta impugnatura degli strumenti grafici.
  • Consolidare i prerequisiti scolastici: rafforzando le competenze spazio-temporali, le capacità attentive, la memoria di lavoro e le funzioni esecutive che sono alla base degli apprendimenti.
  • Potenziare le competenze emotive: questa è forse l’area su cui investiamo maggiormente, perché crediamo fermamente che un bambino emotivamente competente possegga le risorse più preziose per il suo futuro scolastico.

Psicomotricità ed emozioni: un binomio vincente

La psicomotricità offre un contesto privilegiato per lo sviluppo dell’intelligenza emotiva nei bambini. Attraverso il movimento, il gioco simbolico e la relazione con i pari, i bambini imparano a:

  • Riconoscere le proprie emozioni: dare un nome a ciò che provano e comprendere come le emozioni si manifestino nel corpo.
  • Gestire i propri stati emotivi: sviluppare strategie efficaci per regolare emozioni intense come la rabbia, la frustrazione o l’ansia.
  • Comprendere le emozioni altrui: allenare l’empatia e la capacità di mettersi nei panni dell’altro.
  • Affrontare i conflitti: sperimentare modalità costruttive di risoluzione dei problemi e delle divergenze.
  • Costruire un’immagine positiva di sé: rafforzare l’autostima e la fiducia nelle proprie capacità.

Ogni incontro di psicomotricità diventa così un’opportunità per vivere esperienze significative, in cui corpo ed emozioni sono protagonisti. I bambini sperimentano situazioni di successo che rafforzano la loro autoefficacia, ma affrontano anche piccole difficoltà che li aiutano a sviluppare resilienza e perseveranza.

Il ruolo del gruppo: un laboratorio di relazioni

La dimensione del piccolo gruppo (max 4 bambini) rappresenta un valore aggiunto fondamentale nel nostro approccio. All’interno del gruppo, i bambini:

  • Imparano a rispettare regole condivise
  • Sperimentano la collaborazione e il supporto reciproco
  • Affinano le loro abilità comunicative
  • Si confrontano con differenti punti di vista
  • Ricevono e offrono feedback

Queste esperienze costituiscono una palestra ideale per prepararsi alla vita di classe, dove le dinamiche relazionali saranno parte integrante del percorso di apprendimento.

Un percorso condiviso con le famiglie

Il coinvolgimento dei genitori è un elemento imprescindibile del nostro lavoro. Attraverso incontri periodici di confronto e condivisione, offriamo indicazioni concrete su come:

  • Sostenere lo sviluppo emotivo del bambino anche a casa
  • Promuovere l’autonomia e il senso di responsabilità
  • Creare routine che favoriscano l’organizzazione e il benessere
  • Gestire l’ansia da prestazione e le aspettative
  • Costruire un dialogo efficace con la scuola

Crediamo fermamente che un bambino emotivamente preparato affronti con maggiore serenità le sfide che la scuola primaria comporta. Il nostro obiettivo è proprio questo: riempire lo zaino dei bambini con strumenti preziosi che vanno ben oltre quaderni e matite, strumenti emotivi che li accompagneranno per tutta la vita.

Vi invitiamo a contattarci per scoprire come la psicomotricità possa supportare vostro figlio in questo importante passaggio, perché siamo convinti che investire sul benessere emotivo oggi significhi costruire le basi per il successo scolastico e personale di domani.

Studio La Capriola – Psicomotricità e supporto all’apprendimento

mail: studiolacapriola@gmail.com

Vacanze di Natale: un’occasione per costruire fiducia e dialogo con i propri figli

Le vacanze di Natale possono diventare un regalo prezioso per le famiglie, non solo per il tempo che possiamo trascorrere insieme, ma anche per la possibilità di instaurare un dialogo autentico con i nostri bambini.

Mi è venuta l’idea di parlarvi di questo argomento dopo un incontro di consulenza pedagogica con i genitori di una bambina che sta seguendo uno dei nostri percorsi di psicomotricità a Studio La Capriola.

Il suo papà durante quest’incontro mi ha detto infatti:

Mi spaventa che lei non si apra con noi… E quando le faccio domande dirette, sembra che io faccia solo peggio!”

Questa riflessione mi ha colpita, in primis, perchè la preoccupazione di questo papà è talmente viva che mi è arrivata dritta dritta al cuore, e da mamma, ancor prima che da pedagogista, non ho potuto che empatizzare con la sua emozione!

Inoltre va detto che questo pensiero rappresenta una preoccupazione comune per molti genitori che desiderano un legame profondo con i propri figli!

E questo succede perché spesso, da adulti che credono nel valore del dialogo autentico con i propri figli ci aspettiamo che i bambini si aprano spontaneamente, raccontandoci cosa provano o vivono. Tuttavia, dimentichiamo quanto sia importante per loro sentirsi accolti senza pressioni!

Fare domande dirette o insistere può metterli sulla difensiva, rendendoli ancora più chiusi. Ma le vacanze natalizie, con i loro ritmi più lenti e l’atmosfera di condivisione, offrono un’opportunità unica per coltivare fiducia e apertura in modo naturale.

Come favorire conversazioni autentiche durante le vacanze

Non serve interrogare i bambini per scoprire cosa pensano o sentono. È molto più efficace creare momenti di connessione attraverso attività condivise. Ecco alcune idee pratiche:

• Cucinate insieme un dolce o costruite qualcosa assieme. Durante queste attività manuali, i bambini tendono a rilassarsi e, spesso, iniziano a parlare spontaneamente. Date loro spazio per esprimere le loro idee e coinvolgeteli attivamente.

• Condividete ricordi personali o racconti di quando eravate bambini. Frasi come: “Quando avevo la tua età, ricordo che a Natale…” possono aprire la porta a conversazioni profonde, senza farli sentire sotto pressione.

• Chiedete il loro parere su piccole decisioni. Domande come: “Secondo te, dove potremmo mettere queste luci di Natale?” o “Che regalo potrebbe piacere di più alla nonna?” stimolano la partecipazione e li fanno sentire importanti, senza essere invadenti.

Il segreto sta nella relazione

Ho ricordato a quel papà che il segreto non risiede tanto nelle domande che facciamo, ma nella qualità della relazione che costruiamo ogni giorno!

Se un bambino percepisce che può fidarsi, che non verrà giudicato o sminuito, troverà piano piano il coraggio di aprirsi. E questo avverrà in modo spontaneo, non forzato.

Mettere le basi per una comunicazione autentica e rispettosa dei tempi di tutti, già nell’infanzia, è un grande pilastro per erigere una fiducia nel legame genitore/figlio. Questo tornerà molto utile quando più avanti, il bambino diventato giovane, si confronterà con altri modelli di riferimento (come avviene nell’adolescenza) sapendo però di poter trovare nei propri genitori un porto sicuro per il confronto che accoglie e non giudica.

Infine, un invito per queste vacanze:

No alla performance, sì alla relazione

Evitate, vi prego, di trasformare questo tempo in una verifica delle competenze dei vostri figli.

Se negli ultimi colloqui a scuola la maestra vi avesse detto che vostro figlio ha qualche difficoltà o immaturità, non pensate alle vacanze di Natale come ad un’occasione per riempitelo di attività per ‘spronarlo’ a migliorare!

Se c’è bisogno di allenarsi, ad esempio sulla lettura, fatelo con un patto: scegliete insieme un momento della giornata per esercitarvi e, una volta fatto, dedicate il resto del tempo alla relazione e al divertimento.

Usate il ritmo più lento delle vacanze per rafforzare il legame con i vostri bambini, senza trasformare ogni momento in un’occasione di performance.

Questo Natale regalate ai vostri figli ascolto attento, conversazioni autentiche e momenti semplici ma ricchi di significato. È così che potrete ricevere il dono più grande: la loro fiducia!

E se ci sono davvero delle difficoltà, non siete soli

Se state affrontando delle problematiche educative, delle difficoltà scolastiche o delle questioni emotive con i vostri bambini, ricordate che non dovete per forza farcela da soli!

A Studio La Capriola, siamo qui per supportarvi con percorsi di sostegno alla genitorialità, dove insieme possiamo trovare strategie personalizzate per migliorare il rapporto con i vostri figli. Oppure, possiamo aiutare il vostro bambino con un percorso psicomotorio dedicato, pensato per stimolare il suo sviluppo in modo naturale e rispettoso.

Non esitate a contattarci: prendersi cura della relazione con i propri figli è il regalo più prezioso che possiate fare, non solo a loro, ma anche a voi stessi. 🩷

Buon Natale da tutte noi di Studio La Capriola! 🎄

Scritto da: dott.ssa Marina Pavesi -pedagogista e psicomotricista

Ben-Essere genitori

In arrivo finalmente a novembre “Ben-Essere genitori” il nuovo percorso psico-pedagogico per genitori che mi avete sempre chiesto!

Studio La Capriola aprirà infatti le sue porte per trasformarsi in uno spazio dedicato al benessere dei genitori attraverso un percoso di accompagnamento pedaoggico e psicomotorio.

5 incontri serali della durata di 1 ora e mezza a cadenza quindicinale in cui sarete voi (e non i vostri figli), questa volta, a vivere la benefica esperienza della psicomotricità in gruppo.

I criteri saranno gli stessi che seguo quando accolgo i vostri bambini:

piccolo gruppo (max 6 partecipanti) di modo da potermi dedicare in maniera mirata ad ognuno di voi.

spazio non giudicante: questo percorso non servirà a farvi diventare più bravi in qualcosa ma piuttosto a farvi stare meglio! in primis come persone e di conseguenza poi anche come genitori.

libertà di partecipazione: nessuno vi chiederà di fare qualcosa che non sentite in sintonia con voi.

Cosa faremo nel concreto?

  1. esperienze di gioco psicomotorio 
  2. esperienze di rielaborazione grafomotoria
  3. momenti di confronto sulla genitorialità
  4. rilassamento corporeo 
  5. esperienze di mindfullness 

Alcune esperienze verranno proposte in forma individuale altre invece saranno di gruppo.

Sarà un’esperienza rigenerante e arrichente, ma attenzione: questo percorso non è per tutti!

Questo percorso non è adatto a te se:

  1. credi che confrontarti con altri genitori che vivono le tue stesse fatiche non possa essere d’aiuto 
  2. non ami condividere con gli altri le tue emozioni e le tue esperienze
  3. giocare e riconnetterti con “la tua parte bambina” ti mette a disagio
  4. non credi valga la pena di investire tempo e denaro per il tuo benessere personale!

Questo percorso invece fa per te se:

  1. da tempo senti di voler far qualcosa per scrollarti di dosso il senso di oppressione che le fatiche quotidiane, genitoriali e non, portano con se
  2. vuoi davvero iniziare a prenderti cura di te imparando delle strategie che ti consentano di prolungare lo stato di benessere durante la tua  giornata
  3. hai sempre invidiato lo stato di serenità del tuo bambino quando esce dalla sala di psicomotricità
  4. sei convinto che non sia posssibile prendersi cura degli altri, se non si crede importante in primis prendersi cura di se stessi!

Sono davvero felice di poterti accogliere in questo percorso di benessere personale, ma ti ricordo che i posti sono limitati, non procrastinare in false scuse limitanti che ti impediranno di occuparti di te stesso: scrivimi ORA per non perdere il tuo posto a: studiolacapriola@gmail.com

vi aspetto!

Marina

Autismo al Nido: Strategie educative per l’Inclusione

La gestione della neurodiversità all’interno dei servizi educativi è qualcosa che spaventa ancora molto, da un lato a causa del permanere di una concezione culturale ormai obsoleta in cui si ritiene che di disabilità ci si debba occupare, o comunque che ne sia competente, solo l’area professionale sanitaria e dall’altra per l’effettiva scarsa preparazione professionale rispetto a questo tipo di funzionamenti.

In realtà invece il Nido può concretamente rappresentare il primo ambiente in cui accorgersi delle caratteristiche atipiche di un bambino, ed è nella preparazione tecnica dell’educatore, che attraverso l’osservazione delinea un primo profilo del bambino, che la famiglia può trovare delle informazioni preziose per accendere una luce su alcune peculiarità del proprio piccolo di cui non si era resa conto o che magari fino a quel momento non aveva saputo gestire.

Quale allora il ruolo dell’educatore nei confronti della neurodiviersità? Come e cosa osservare nel bambino? E la diagnosi è davvero indispensabile per poter attuare un progetto educativo evolutivo? Quali quindi le strategie inclusive da mettere in atto?

Di tutto questo abbiamo parlato ieri con Il Circo della Farfalla nella diretta che introduce il webinar formativo dedicato a questa tematica.

Puoi rivedere la diretta cliccando QUI .

Clicca qui per avere maggiori info sul webinar formativo “Autismo al Nido: Strategie Educative per l’Inclusione”

Calendario Psicomotricità Prima Infanzia

Sono ripartiti ieri gli incontri di psicomotricità genitore/bambino per la fascia 24/36 mesi, ma dato l’alto numero delle adesioni dello scorso anno educativo abbiamo pensato di riproporre i gruppi anche al sabato mattina!

Il calendario sarà il seguente:

1° CICLO dal 8 ottobre al 3 dicembre

2° CICLO dal 14 gennaio al 18 marzo

3° CICLO dal 25 marzo al 27 maggio

secondo i seguenti orari:

ore 9:15 gruppo 12/18 mesi

ore 10:15 gruppo 18/24 mesi

ore 11:15 gruppo 24/36 mesi

info e prenotazioni:

studiolacapriola@gmail.com

19/09 Giornata Europea della Psicomotricità

In occasione della Giornata Europea della Psicomotricità (19 Settembre), il nostro studio apre le sue porte per un weekend di incontri informativi GRATUITI rivolti a tutta la cittadinanza per far conoscere questa splendida disciplina, i suoi destinatari, le sue peculiarità e i suoi benefici.

Ogni incontro è gratuito ma a numero chiuso.

Per riservare il proprio posto è possibile prenotare scrivendo a: studiolacapriola@gmail.com specificando l’orario dell’intervento a cui si vuole partecipare.

l’evento è patrocinato da APPI Associazione Professionale Psicomotricisti Italiani

PROGRAMMA EVENTO:

SABATO 17 SETTEMBRE

Ore 9:00/10:00 Incontro informativo sulla Psicomotricità nella Prima Infanzia:

Che cos’è la Psicomotricità e come promuove concretamente lo sviluppo del piccolo.

Incontro rivolto a futuri genitori e genitori di bimbi dai 0 ai 36 mesi e a tutti coloro interessati.

Ore 10:30/11:30 Incontro informativo sulla Psicomotricità alla Scuola dell’Infanzia

Cos’è la Psicomotricità e come promuove concretamente lo sviluppo del bambino dai 3 ai 6 anni.

Incontro rivolto ai genitori dei bambini dai 3 ai 6 anni e a tutti coloro che fossero interessati.

Ore 11:45/12:30 Incontro informativo sulla Psicomotricità alla Scuola Primaria:

Cos’è la Psicomotricità e come sostiene concretamente gli apprendimenti scolastici.

Incontro rivolto ai genitori dei bambini dai 6 agli 11 anni e a tutti coloro che fossero interessati.

POMERIGGIO

Ore 14:00/15:00 Incontro informativo sulla Psicomotricità alla Scuola dell’Infanzia

Cos’è la Psicomotricità e come promuove concretamente lo sviluppo del bambino dai 3 ai 6 anni.

Incontro rivolto ai genitori dei bambini dai 3 ai 6 anni e a tutti coloro che fossero interessati.

Ore 15:30/16:30 Incontro informativo sulla Psicomotricità alla Scuola Primaria:

Cos’è la Psicomotricità e come sostiene concretamente gli apprendimenti scolastici.

Incontro rivolto ai genitori dei bambini dai 6 agli 11 anni e a tutti coloro che fossero interessati.

Ore 17:00/18:00 Incontro informativo sulla Psicomotricità nella Prima Infanzia:

Che cos’è la Psicomotricità e come promuove concretamente lo sviluppo del piccolo.

Incontro rivolto a futuri genitori e genitori di bimbi dai 0 ai 36 mesi e a tutti coloro interessati.

Ore 18:00/19:00 Psicomotricità e Inclusione:

 Cos’è la Psicomotricità e come promuove lo sviluppo di bambini con Bisogni Educativi Specialicome nell’Autismo, nell’ADHD, nei Disturbi Specifici dell’Apprendimento ecc.

Incontro rivolto a genitori, insegnanti ed educatori e a tutti coloro che fossero interessati

DOMENICA 18 SETTEMBRE 2022

Ore 9:00/10:00 Incontro informativo sulla Psicomotricità alla Scuola Primaria:

Cos’è la Psicomotricità e come sostiene concretamente gli apprendimenti scolastici.

Incontro rivolto ai genitori dei bambini dai 6 agli 11 anni e a tutti coloro che fossero interessati.

Ore 10:30/11:30 Incontro informativo sulla Psicomotricità alla Scuola dell’Infanzia

Cos’è la Psicomotricità e come promuove concretamente lo sviluppo del bambino dai 3 ai 6 anni.

Incontro rivolto ai genitori dei bambini dai 3 ai 6 anni e a tutti coloro che fossero interessati.

Ore 11:45/12:30 Psicomotricità e Inclusione:

 Cos’è la Psicomotricità e come promuove lo sviluppo di bambini con Bisogni Educativi Specialicome nell’Autismo, nell’ADHD, nei Disturbi Specifici dell’Apprendimento ecc.

Incontro rivolto a genitori e a tutti coloro che fossero interessati.